Il libro "Corri Severin" è scritto da Carlo Iezzi, un abruzzese emigrato a Torino. E' un libro scritto con il cuore, di una persona che sente la mancanza di casa e del mare. Ciò che caratterizza il racconto è la figura marginale, il più elementare e semplice dei caratteri; il più delle volte oggetto di ostilità e persecuzione, qualche volta (anche suo malgrado) significativo contorno di eventi forti. Eppure è l'unico che, in virtù della sua indole trasparente ed istintiva, intuisce prima di ogni altro la corporeità dei sentimenti. Perciò, inconsapevolmente, può compiere col contatto delle sue mani ciò che non era ottenibile con la scienza e le maestrie di varia natura. Ecco un'immagine che si può estrapolare dalla complessità della trama: il causale costruttore di barche, nel suo silenzio quasi assoluto, risulta inconsapevole registra di un tratto di storia della sua gente, profondamente occupata a vivere.